Studio sulla ristrutturazione del settore conciario – Kolkata

26 Февраль 2002

UNO STUDIO SULLA RISTRUTTURAZIONE DEL SETTORE CONCIARIO

KOLKATA – WEST BENGAL

 

Questo studio è stato commissionato al PISIE, in seguito alla decisione del Governo del West Bengal di istituire un complesso integrato del cuoio, a 25 km da Kolkata, allo scopo di incoraggiare e sostenere lo sviluppo dell’industria del cuoio e di risolvere il problema del degrado ambientale del centro della città di Kolkata.

Questo documento consiste in una metodologia per lo sviluppo del CLC (Calcutta Leather Complex), per mezzo di collegamenti tra gruppi industriali locali ed internazionali e riassume i risultati dello studio “Il distretto industriale” (§ 6), “Analisi del distretto conciario di Kolkata” (§3) e  del vaglio dei documenti preliminari di fattibilità del MLD “Calcutta Leather Complex – Un documento progettuale”, effettuati dagli esperti del PISIE, nell’ambito delle iniziative riguardanti il trasferimento delle concerie di tre aree di Calcutta verso il nuovo distretto del CLC.

Lo studio propone un metodo mirato alla creazione di un distretto tecnologico avanzato, sulle basi delle analisi delle migliori metodologie praticate nei Distretti della Pelle in Italia. La metodologia quindi è il risultato di una profonda analisi empirica di ciascun settore nell’ambito delle concerie e di un confronto incrociato sul campo. Sono stati identificati i fattori di successo e di fallimento, sulle basi di alcune problematiche, quali l’organizzazione interna, i servizi forniti, le attrezzature, la tecnologia e la capacità produttiva.

Tale metodologia deriva dallo studio del settore, visto come una particolare forma di relazioni interimprenditoriali (unità grandi, medie e piccole o artigiane, di aree socio-economiche cinesi o musulmane) e come soluzione ad un certo numero di sfide. Tali sfide sono collegate a cambiamenti rilevanti nelle catene di fornitura, che sono il risultato del fatto che imprenditori di rifinitura ricorrono sempre più spesso all’outsourcing ed evitano i fornitori  locali di pelle, a causa delle pressioni sui costi e sull’innovazione, esercitata lungo la catena di rifornimento fino ai loro clienti.

I fornitori, che spesso sono  piccole e medie imprese (PMI), sono costretti a migliorare la propria capacità tecnologica e ad abbassare, contemporaneamente, i costi di produzione.

La globalizzazione accresce ancora ulteriormente tali sfide e quindi la competitività.

Poiché la regola sembra essere l’outsourcing, a vari livelli, delle forniture, la competitività di un’intera industria dipende sempre di più dalla competitività dei propri fornitori.

Da qui l’importanza attribuita ai distretti tecnologici, che facilitano l’accesso delle imprese (per lo più PMI) alle risorse, quali la tecnologia, la formazione, l’informazione sulle richieste del mercato e i servizi di supporto.

Per ciò che concerne la metodologia, tali proposte indicano, prima di tutto, dei modelli per lo sviluppo di un distretto tecnologico locale.

La proposta concerne la costruzione, sul modello italiano, di una metodologia per la creazione di una rete, che comprenda il distretto di Calcutta e il gruppo industriale della pelle, che possa essere collegata ad altri distretti, di aree e paesi diversi e competere con loro.

La metodologia mette in evidenza i servizi di supporto a livello locale ed internazionale (inclusi i servizi di informazione e comunicazione), come elementi fondamentali nella creazione e nello sviluppo di un distretto.

 

INDICE

PREMESSA

1.  INTRODUZIONE

2.  ASPETTI GENERALI

3.  L’ANALISI

4.  IL DISTRETTO INDUSTRIALE

5.  Aspetti generali del nuovo insediamento

6.  I LAY-OUT

  
AF, Vigevano 30 nov 2011

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