Il riso o il vino. Ma anche le scienze della vita, il packaging e la meccanica strumentale, i sistemi di visione 4.0. la microelettronica. Se definire un territorio come sospeso tra tradizione e innovazione pare sempre un poco scontato, nel descrivere Pavia è forse una strada obbligata. Il Sole 24 ore
L’occasione per riflettere sulle vocazioni della provincia è l’avvio del percorso dopo la nomina di Pavia a Capitale della Cultura d'Impresa 2023, manifestazione di Confindustria per la promozione delle economie locali a forte vocazione industriale. Indiscussa in passato e oggi da rilanciare, tenendo conto di un valore aggiunto industriale pro-capite che è il più basso tra le province lombarde, così come di un export che solo ora, dopo lo scatto del 2022, è tornato oltre i 4 miliardi in linea con quanto accadeva nel 2013, anno in cui Pavia superava per valore in Lombardia non solo Sondrio, come accade oggi, ma anche Cremona, Lecco e Lodi.
Volontà di invertire la rotta ben presente nel piano strategico lanciato da Assolombarda, con la nomina a Capitale della Cultura d'Impresa 2023 da parte di Confindustria a rappresentare un ulteriore tassello. Occasione per sviluppare progettualità condivise tra pubblico e privato, raccogliere sfide, realizzare idee mettere a sistema attorno ad Assolombarda, tutte le forze positive del cambiamento, della sostenibilità, del rinnovamento e della cultura.
«Il Pavese - spiega il presidente di Assolombarda Alessandro Spada nell’evento inaugurale presso l’Università di Pavia - è parte integrante di quell'area completata da Milano, Monza Brianza e Lodi che è locomotiva del Paese grazie al determinante contributo del suo sistema produttivo, capace di creare valore per la comunità. Qui le imprese, infatti, hanno valori in grado di legare produttività e inclusione sociale, competitività e sostenibilità, generando cambiamento positivo e richiamando a sé talenti. Si tratta di uno spirito che fa parte del Dna delle nostre aziende, fondamentale per tenere insieme e favorire lo sviluppo di una provincia, come il Pavese, che vanta la meccatronica così come l'agri-food, il packaging, la sanità, il meccano-calzaturiero e il digitale e che si sta specializzando sempre di più nella microelettronica. Siamo quindi convinti che la valorizzazione di questa cultura d'impresa e delle sue vocazioni, cuore di questa manifestazione, rappresenti un ulteriore stimolo alla crescita di tutto il territorio».
Significativo il nome del progetto, Supernova. Che da un lato richiama l’iconica macchina da cucire Necchi del 1954 ancora oggi esposta al Moma di New York, dall’altro evoca l’esplosione di una stella, momento inaugurale di qualcosa di inatteso, imprevedibile. L’auspicio dunque di una nuova ripartenza.
«Quello che sembrava un passato perso - commenta il presidente della regione Lombardia Attilio Fontana - sta invece tornando con grande forza, c’è un fermento nuovo che sta riportando Pavia ai vertici. Anche perché qui si trova il connubio pratico del saper fare e la formazione del capitale umano, attraverso l’Università e i centri di ricerca».
Numeri non banali, quelli che può esibire il territorio da questo punto di vista, forte di oltre 4mila tra ricercatori e docenti, 26mila studenti, 70 start-up, una città universitaria dei saperi applicati - ha ricordato il rettore dell’ateneo di Pavia Francesco Svelto - che rappresenta un asset vincente dell’area.
«La cultura di impresa - aggiunge Nicola de Cardenas, Presidente della sede di Pavia di Assolombarda - è linfa vitale e indispensabile per il rilancio del territorio. Dobbiamo riscoprire, alimentare, sostenere la cultura di impresa per aprire una nuova stagione di rilancio economico per questa provincia, che ha tante risorse da valorizzare. Per il territorio è arrivato il momento di mostrare il proprio coraggio e guardare con fiducia al futuro, utilizzare la storia non come giustificazione nostalgica ma come spinta a eguagliare e superare il passato, è arrivato il momento di osare, di più, al meglio».
L’obiettivo è fare perno sulle tante eccellenze, anche tecnologiche, esistenti: dal supercalcolatore Eni di Sannazzaro al sincrotrone del Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica, al distretto di microelettronica sviluppato attorno alle competenze dell’ateneo di Pavia, uno dei più antichi al mondo, distretto in grado di attrarre sul territorio numerose multinazionali così come di creare i presupposti per la nascita di start-up.
Si punta così a mettere a sistema e massimizzare le sinergie con Milano, così come a valorizzare l’Università di Pavia, l’Istituto Universitario di Studi Superiori, i tre Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, i 5 Collegi di merito e gli Istituti di ricerca. Enti che si sono uniti in un processo di messa in comune di competenze, progettualità, best practices, aspirazioni, per creare un ecosistema locale di innovazione e conoscenza.