Corte Unica dei brevetti

22 Март 2013

Siglato l’accordo internazionale che istituisce la “Unified Patent Court”, ossia la Corte Unica dei brevetti

Dal 1 gennaio 2014 ci sarà un brevetto unico europeo, dopo quasi 40 anni di negoziati, finalmente gli Stati Membri hanno firmato l’accordo lo scorso 18 Febbraio a Bruxelles


I Ministri dei 27 Paesi membri dell’Unione Europea hanno sottoscritto il documento per la creazione del nuovo
organismo nel corso della riunione del Consiglio Competitività.
Affinché l’accordo entri in vigore, sarà necessaria la ratifica di almeno 13 Stati membri, tra cui Francia, Germania e Gran Bretagna, dove la Corte Unica avrà le proprie sedi.
Dopo il regolamento comunitario di dicembre 2012 con cui è stato istituito il cosiddetto Brevetto Unico (cui l’Italia attualmente non partecipa), con l’accordo di Bruxelles è stata istituita un’unica Corte (“Court of first instance”) che avrà giurisdizione sia sui Brevetti Unitari sia sui Brevetti tradizionali europei. Con un’unica azione legale della “Court of first instance” si otterrà una sentenza vincolante per tutti i Paesi aderenti. La Corte Unica, infatti, assicurerà l’uniformità dei brevetti a livello europeo,
occupandosi tra le altre cose delle cause di nullità: una qualunque invenzione depositata sarà riconosciuta e tutelata all’interno dei 25 paesi che hanno sinora aderito. Italia e Spagna, ricordiamo, sono gli unici Paesi a non aver aderito al Brevetto unico, opponendosi alla soluzione del trilinguismo (inglese, francese e tedesco).

Tornando alla Corte Europea, le sedi dell’organismo saranno distribuite tra Parigi (invenzioni elettroniche), Monaco
(invenzioni meccaniche) e Londra (invenzioni farmaceutiche e biotecnologiche).
La Corte di Appello avrà invece sede a Lussemburgo.

Inoltre sono state previste delle divisioni locali della Corte di prima istanza, competenti sia per tutti i giudizi di contraffazione brevettuale su territorio nazionale sia, a certe condizioni, per le domande riconvenzionali di nullità.

Tale accordo risulta di notevole importanza dato il divario nel numero di brevetti italiani con l’estero. Nel 2012 l’Italia ha registrato solo 4.879 brevetti, a fronte dei 6.464 della Francia, 33.000 della Germania, 48.000 del
Giappone e 60.000 da parte degli Stati Uniti.

Le cause dell’insuccesso italiano risiedono spesso nelle difficoltà e costi di traduzione da una lingua all’altra, motivo per il quale l’Italia si è tanto opposta al trilinguismo del Brevetto Unico europeo.

http://www.epo.org/law-practice/unitary/patent-court.html

rv, Vigevano 22 marzo 2013

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