Il Centro Studi Confindustria ha pubblicato il nuovo aggiornamento di Congiuntura Flash, che evidenzia un avvio del terzo trimestre 2026 ancora caratterizzato da un contesto di forte incertezza internazionale.
Secondo l'analisi, la nuova escalation delle tensioni in Medio Oriente ha determinato un rialzo dei prezzi di petrolio e gas, con ripercussioni sui costi energetici, sull'inflazione e sulle prospettive di crescita dell'economia italiana. L'aumento dei prezzi delle materie prime energetiche continua infatti a incidere sull'attività produttiva e sugli investimenti delle imprese.
Lo studio evidenzia inoltre un rallentamento degli investimenti, sostenuto da una maggiore domanda di liquidità per far fronte ai costi energetici, mentre i consumi mostrano segnali di indebolimento a causa della riduzione del potere d'acquisto delle famiglie.
Sul fronte produttivo, l'industria registra un nuovo rallentamento dopo i recenti shock internazionali, mentre il comparto dei servizi beneficia del recupero del turismo estero, pur mantenendo una crescita contenuta.
Per quanto riguarda il commercio internazionale, l'export italiano continua a mostrare un andamento eterogeneo. Tra i dati più significativi emerge la forte crescita delle esportazioni verso i Paesi del Mercosur (+21,2% tendenziale) nel primo mese di applicazione dell'Accordo, sostenuta in particolare dalle vendite di macchinari e prodotti farmaceutici.
Il documento offre inoltre un quadro aggiornato dell'evoluzione economica nelle principali aree internazionali, con focus su Eurozona, Stati Uniti e Cina, evidenziando le dinamiche che stanno influenzando la competitività delle imprese italiane e l'andamento dei mercati globali.